La Borgo Croce Igers Experience è una delle esperienze più intense che ho avuto il privilegio di progettare in Calabria. Come project manager e storyteller per le community Igers, credo che alcuni luoghi abbiano bisogno solo di una cosa per rinascere: essere guardati con attenzione, attraversati con rispetto e raccontati con amore. Borgo Croce è uno di questi luoghi.
Perché ho scelto Borgo Croce
Borgo Croce è una piccola frazione del Comune di Fiumara, un borgo che per anni ha rischiato lo spopolamento e il silenzio. A cambiare la sua storia è stata la visione di Maria Grazia Chirico, artista, ideatrice del progetto di rivalutazione del borgo e presidente dell’Associazione Borgo Croce.
Con il suo lavoro, Maria Grazia ha trasformato il paese in un racconto a cielo aperto: muri che si colorano, vicoli che diventano gallerie diffuse, dettagli che parlano di identità, ironia, appartenenza. Quando ho visto quello che stava nascendo, ho capito che Borgo Croce aveva bisogno di una narrazione condivisa, capace di far arrivare questa storia oltre i confini del borgo.
Da qui è nata l’idea di costruire una Igers Experience dedicata: una giornata pensata per far incontrare la creatività della community Igers con l’energia di chi, ogni giorno, lavora per ridare vita a questo luogo.
L’Experience: un viaggio dentro i colori del borgo
L’evento si è svolto l’11 giugno 2023 e ha coinvolto creator e appassionati di fotografia da tutta la Calabria. Come project manager ho curato ogni fase: dal concept alla scelta dei luoghi chiave, dal coordinamento con l’Associazione Borgo Croce alla definizione delle attività esperienziali.
La passeggiata tra murales e storie di comunità
La nostra giornata è iniziata con una passeggiata fotografica tra i vicoli, guidata proprio da chi questo borgo lo vive e lo difende ogni giorno. Maria Grazia Chirico ci ha raccontato la nascita del progetto, le difficoltà, le visioni, le scelte artistiche. Ogni murale non era solo “bello da fotografare”: era un pezzo di racconto, un messaggio, un invito a guardare la Calabria con occhi diversi.
Durante la Borgo Croce Igers Experience abbiamo anche inaugurato l’esposizione permanente del progetto The Calabreser, uno dei partner fondamentali dell’iniziativa: una serie di illustrazioni e copertine immaginarie che reinterpretano la calabresità in chiave contemporanea, giocando con stereotipi, orgoglio e ironia. Questo progetto ha dialogato perfettamente con l’anima del borgo, aggiungendo un livello di narrazione in più.
I partner creativi: The Calabreser e Colorificio Morena
Accanto al lavoro dell’Associazione Borgo Croce e di Maria Grazia Chirico, la Borgo Croce Igers Experience ha potuto contare su partner che hanno creduto nel progetto.
Oltre a The Calabreser, che ha portato il suo immaginario visivo e identitario nel borgo, un ruolo importante lo ha avuto il Colorificio Morena di Reggio Calabria, partner tecnico che ha contribuito alla realizzazione di un’opera muraria “interattiva”, pensata per essere vissuta, fotografata, condivisa.
È anche grazie a queste collaborazioni che il borgo ha potuto trasformarsi in un vero e proprio set narrativo: un luogo in cui arte, colore e community si sono intrecciati in maniera naturale.
Sapori, saperi e gesti antichi
Nel pomeriggio abbiamo vissuto uno dei momenti più autentici dell’Experience: un laboratorio di sapone artigianaleguidato dalle donne del borgo. È stato un tempo lento, fatto di mani che impastano, di storie che si tramandano, di saperi che rischiano di perdersi e che invece, quel giorno, sono entrati anche nelle nostre storie digitali.
Il pranzo condiviso con gli abitanti, i piatti della tradizione, il dialogo continuo tra chi arriva e chi resta hanno completato un’esperienza che è andata oltre la fotografia.
Il risultato: una narrazione che genera impatto
La risposta è andata oltre ogni aspettativa: più di mille persone hanno attraversato Borgo Croce durante la giornata. Le strade si sono riempite di voci, passi, curiosità. Sul piano digitale, la Borgo Croce Igers Experience ha generato centinaia di contenuti condivisi, storie, reel, post che hanno portato il borgo all’attenzione di una community molto più ampia.
Per me, questo è il vero senso di una Igers Experience: non solo produrre contenuti, ma contribuire a cambiare lo sguardo su un luogo. Borgo Croce non è più solo un borgo che rischiava l’abbandono, ma un esempio concreto di come arte, comunità e narrazione possano lavorare insieme per innescare un processo di rinascita.
Cosa porto con me da questa Experience
Come project manager, la Borgo Croce Igers Experience mi ha confermato che i progetti più belli nascono quando c’è una visione forte alla base. La visione di Maria Grazia Chirico, il lavoro dell’Associazione Borgo Croce, il contributo creativo di partner come The Calabreser e Colorificio Morena, l’entusiasmo della community Igers: tutto questo ha fatto sì che l’Experience non fosse un semplice evento, ma un pezzo di storia del borgo.
Porto con me l’idea che la narrazione digitale non è mai solo estetica: è responsabilità, è ascolto, è cura. E che ogni volta che scegliamo di raccontare un luogo, stiamo anche scegliendo da che parte stare.
La Borgo Croce Igers Experience è stata molto più di una passeggiata fotografica: è stata la dimostrazione che, quando persone, idee e comunità si incontrano, un borgo può davvero tornare a vivere. Borgo Croce oggi è un simbolo di rinascita creativa, e sono orgoglioso di aver contribuito, con il mio lavoro, a far arrivare questa storia ancora più lontano.